La protesi al ginocchio è uno degli interventi ortopedici più eseguiti e con risultati tra i più soddisfacenti in termini di riduzione del dolore e recupero della funzionalità. Ma il risultato finale dipende in misura significativa anche dalla qualità della riabilitazione. Capire le fasi del percorso e cosa aspettarsi in ciascuna, aiuta a viverlo con meno ansia e più consapevolezza.

I tempi indicati in questo articolo sono orientativi e possono variare in base al tipo di protesi, all’approccio chirurgico, all’età, alle condizioni fisiche di partenza e alla risposta individuale. Il piano riabilitativo specifico viene sempre definito in accordo con il chirurgo e il fisioterapista.

Le fasi della riabilitazione

Fase Obiettivo Cosa si lavora Settimane 1-2 Controllo dolore e gonfiore, primi movimenti Esercizi a letto e in piedi, mobilizzazione passiva del ginocchio, deambulazione con supporto Settimane 3-6 Recupero della mobilità articolare, rinforzo iniziale Flessione ed estensione attiva, rinforzo quadricipite e ischio-crurali, deambulazione progressiva Settimane 6-12 Rinforzo muscolare, miglioramento dell’equilibrio Esercizi in carico, propriocettività, scala, ripresa delle attività quotidiane Mesi 3-6 Recupero funzionale completo Attività più impegnative, lavoro specifico per gli obiettivi del paziente

Cosa fa il fisioterapista in ogni fase

Fase acuta: le prime due settimane

Nelle prime giornate e settimane, il fisioterapista lavora a stretto contatto con l’equipe ospedaliera o, dopo la dimissione, in studio. Gli obiettivi principali sono il controllo del dolore e del gonfiore, la riduzione del rischio di complicanze (trombosi, rigidità articolare) e l’avvio precoce del movimento. La deambulazione con stampelle o deambulatore inizia generalmente il giorno stesso o il giorno dopo l’operazione.

Recupero della mobilità

Il recupero della flesso-estensione del ginocchio è uno degli obiettivi più critici delle prime settimane. Il protocollo prevede progressioni sia sulla flessione che sull'estensione completa: quest'ultima è determinante per recuperare un passo corretto e non compensato. Il fisioterapista monitora entrambi i movimenti e lavora su di essi con tecniche manuali ed esercizi specifici. La rigidità articolare, che si sviluppa nelle prime settimane per effetto del gonfiore e della naturale risposta dell'organismo all'intervento, se non trattata correttamente può prolungare i tempi di recupero.

Rinforzo e propriocettività

Con il progredire del recupero, il lavoro si sposta sul rinforzo muscolare progressivo e sul recupero dell’equilibrio e della coordinazione. Il ginocchio protesico è privo di alcuni recettori propriocettivi presenti nell’articolazione naturale: il lavoro sulla propriocettività è quindi importante per recuperare la sicurezza nel cammino e nella vita quotidiana.

Il linfodrenaggio manuale nelle prime settimane dopo la protesi al ginocchio può contribuire significativamente alla riduzione del gonfiore e al miglioramento della mobilità. I due trattamenti, fisioterapia e linfodrenaggio, si completano efficacemente in questa fase.

Segnali a cui prestare attenzione

Durante il recupero è utile segnalare tempestivamente al chirurgo o al fisioterapista le seguenti situazioni.

  • Gonfiore improvviso o significativamente aumentato rispetto al giorno precedente
  • Dolore intenso che non risponde ai farmaci prescritti
  • Arrossamento, calore o secrezione dalla ferita
  • Formicolio o perdita di sensibilità alla gamba o al piede
  • Temperatura corporea elevata nelle settimane successive all’intervento