La protesi d’anca elimina il dolore dell’artrosi in modo molto efficace. Molti pazienti riferiscono un sollievo significativo già nelle settimane successive all’operazione. Il recupero funzionale completo tuttavia richiede un percorso riabilitativo strutturato e il rispetto di alcune precauzioni specifiche.
Le precauzioni post-operatorie: cosa non fare
La protesi d'anca richiede alcune precauzioni nelle prime settimane per evitare la lussazione, cioè la fuoriuscita della testa protesica dalla sua sede. Le precauzioni specifiche dipendono dall’approccio chirurgico utilizzato.
In linea generale, nelle prime settimane si evitano le flessioni dell’anca superiori a 90 gradi, le rotazioni interne eccessive e l’incrocio delle gambe. Questi limiti si traducono in accorgimenti concreti: come sedersi, come alzarsi, come salire in auto, come fare le scale.
Le fasi della riabilitazione
Il lavoro della fisioterapia
Attivazione dei glutei
Dopo la protesi d’anca, i muscoli glutei tendono a essere inibiti dal dolore e dall’intervento. Recuperarne la forza è uno degli obiettivi più importanti della riabilitazione perché sono i principali stabilizzatori dell’articolazione e determinano la qualità del cammino. In particolare il gluteo medio ha un ruolo cruciale per la stabilità del bacino e un’andatura equilibrata.
Recupero della camminata
L’obiettivo non è solo camminare, ma camminare correttamente. Molti pazienti sviluppano compensazioni nel cammino legate al dolore pre-operatorio che durano anche dopo l’operazione. La rieducazione del passo è parte del percorso fisioterapico: correggere i pattern scorretti prima che si consolidino è molto più semplice che intervenire dopo mesi.
Ritorno alle attività quotidiane
Salire le scale, entrare e uscire dall’auto, chinarsi, raccogliere un oggetto da terra: attività apparentemente semplici che richiedono un apprendimento specifico nelle prime settimane. Il fisioterapista guida il paziente in questo percorso, adattando le strategie alle sue caratteristiche e al suo ambiente di vita.
